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                                                        MOSTRA DI DIPINTI           

 

 

 

 

 

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GRAZIE PRESIDENTE

Per fortuna che il presidente Sandro Mattarella due giorni fa aveva impedito il formarsi del nuovo governo Lega - 5 Stelle, giustificando con la frase che doveva salvaguardare i risparmi degli italiani. Risultato: la Borsa di Milano chiude con la perdita del 2,65% e lo spread vola a quota 303 punti, toccando il massimo dalla primavera del 2013. Gli italiani ringraziano il presidente della Repubblica, anche quelli delle varie banche (Etruria,ecc.) derubati dei loro risparmi con l'avallo del governo italiano. I listini di Italia e Spagna, entrambe nel caos politico, trascinano al ribasso tutta l'Europa in un'altra seduta di Borsa all'insegna della volatilità e della speculazione, che fa volare i rendimenti dei Btp italiani (in particolare sulle brevi scadenze) e lo spread Btp-Bund. Quest'ultimo, dopo avere toccato i massimi dalla primavera del 2013 (vicino a quota 310 punti) ha ripiegato in chiusura a 303 punti mentre il rendimento del Btp a 2 anni, il più colpito dalle vendite, è schizzato dallo 0,94% al 2,55%. In attesa di novità sulla formazione del nuovo governo, con i tempi che sembrano allungarsi, Piazza Affari, dopo avere toccato un ribasso del 3% e avere recuperato a metà pomeriggio a -1,5%, ha archiviato la seduta in ribasso del 2,65% penalizzato dalle banche (l'intero settore è il peggiore in Europa con un ribasso complessivo del 2,7%); Madrid ha invece perso il 2,8%. A Milano Unicredit, Banco Bpm e Banca Generali sono le peggiori. Forti vendite anche su Leonardo (-5,4%). Si salvano invece i titoli del comparto petrolifero (il Wti recupera o 0,5% a 66,85 dollari) con Saipem a +3,2%, Tenaris a +0,5% e Eni a +0,1%. Chiude a ridosso della parità Fca (-0,4%) in attesa del nuovo piano industriale che sarà presentato venerdì. Fuori dal listino principale Banca Mps (+2,8%) si salva dai ribassi visto che il Ceo Morelli appare più saldo dopo l'arenarsi del Governo M5s-Lega e Zephiro (+34,7%) che si avvicina al prezzo dell'Opa che dovrà lanciare Edison. Sul mercato valutario l'euro/dollaro torna ai minimi da luglio 2017 a 1,155; euro/yen a 125,65. Il dollaro/yen si attesta a 108,75.

 

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PRESA IN GIRO

Carlo Cottarelli nel suo ultimo libro intitolato "I sette peccati capitali dell'economia italiana" scrive testualmente a pagina 147: "In teoria i problemi degli italiani, un debito pubblico elevato e una bassa crescita e competitività, potrebbero essere risolti uscendo dall'euro. Però bisogna essere chiari sul modo in cui e sul perché l'uscita aiuterebbe a risolvere questi problemi, cosa che spesso i suoi sostenitori non fanno". Il presidente Mattarella dopo aver messo il veto sulla nomina di Paolo Savona a Ministro dell'Economia, a causa delle idee di quest'ultimo sulla possibile uscita dall'euro dell'Italia, ha conferito l'incarico di formare un governo provvisorio di transizione a Carlo Cottarelli, il quale nel suo ultimo libro sostiene le stesse teorie di Paolo Savona su un'eventuale piano B per l'uscita dell'Italia dall'euro. Un'incredibile gaffe che rende incomprensibile, ma anche ridicola, la scelta del presidente Mattarella, il quale boccia Savona, ma promuove Cottarella, addirittura a capo del governo, quando entrambi i due economisti esprimono le stesse idee teoriche sull'uscita dell'Italia dall'euro.

 

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AGLI ORDINI

L'Italia non è più un Paese democratico. Dal presidente della Repubblica Napolitano che ci ha imposto il deleterio governo Monti all'attuale presidente Mattarella, il popolo italiano non ha più goduto di un governo eletto ma sempre imposto dai poteri forti (banche, agenzie di rating, comunità europea, ecc.) e Germania, a cui il nostro Paese si è prostrato. Ora che si stava per formare un governo, detto del cambiamento, che aveva l'intenzione di cambiare i rapporti all'interno dell'Europa, dove l'Italia è considerata il Paese a cui si può imporre tutto, il presidente Mattarella, con un atto, le cui conseguenze saranno deleterie per l'Italia, ha impedito il formarsi di questo governo mettendo un veto sul nome del Ministro dell'Economia, giustificato solo da una visione ed un'opinione diversa. Una decisione anti italiana, peggiorata ulteriormente con l'incarico a Carlo Cottarelli di formare un nuovo governo provvisorio in attesa di nuove elezioni. La conseguenza politica di questa decisione del presidente Mattarella porterà nelle ulteriori vicine elezioni una valanga enorme di voti alla Lega e ai 5Stelle, a conferma della volontà del popolo italiano di essere e di volere un governo eletto dal voto. Al presidente Mattarella consigliamo invece le immediate dimissioni volontarie dall'incarico, ad ammissione dell'errore commesso.

 

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PAOLO SAVONA OFFESO

«Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall'euro e non a quelle che professo e che ho ripetuto nel mio Comunicato, criticato dalla maggior parte dei media senza neanche illustrarne i contenuti». Così in una nota pubblicata su Scenarieconomici.it, il professor Paolo Savona.

 

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ITALIA CONTRO GLI ITALIANI

In oltre 70 anni di storia repubblicana non si era mai vissuta una pagina come questa. Piena di incognite e dagli esiti quanto mai incerti. Archiviato tra le polemiche il Governo Conte si riparte stamattina da Carlo Cottarelli, nella foto, arrivato al Quirinale dove ha accettato l'incarico con riserva di formare un esecutivo neutrale. Cottarelli, il cui governo in Parlamento sarà votato solo dal PD, che praticamente torna così a governare nonostante la sonora sconfitta delle ultime elezioni, si dice sorpreso di fronte alla convocazione al Quirinale e umile davanti all'impegno che sarà chiamato a svolgere per uscire dalla crisi politica. Ciò che rende ridicola la decisione del presidente Mattarella di escludere Paolo Savona dal Ministero dell'Economia, con la conseguente non realizzazione del Governo Lega - 5 Stelle e il nuovo incarico dato da Mattarella a Carlo Cottarelli, è che quest'ultimo nel suo ultimo libro intitolato "I sette peccati capitali dell'economia italiana" scrive testualmente a pagina 147: "In teoria i problemi degli italiani, un debito pubblico elevato e una bassa crescita e competitività, potrebbero essere risolti uscendo dall'euro. Però bisogna essere chiari sul modo in cui e sul perché l'uscita aiuterebbe a risolvere questi problemi, cosa che spesso i suoi sostenitori non fanno". Cioè il presidente Mattarella esclude Savona, perché pensa che possa voler uscire dall'euro e quindi da l'incarico di formare il governo a Cottarelli che scrive nel suo ultimo libro della possibilità per l'Italia di uscire dalla moneta unica europea. Ma intanto M5S invoca l'articolo 90, quello che prevede la messa in stato di accusa del Capo dello Stato. "Lo spread è in calo? Gli amici che decidono chi deve governare e chi no ora saranno contenti... Se i mercati si sentono rassicurati allora potremmo anche risparmiare i soldi che si spendono per le elezioni: facciamo votare 5 persone tra Berlino, Bruxelles e Parigi, decidano loro". Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di "Circo Massimo" su Radio Capital, ancora "arrabbiato" dopo che il Capo dello Stato ha impedito il varo del governo M5s-Lega. Poi, incalzato sull'ipotesi di mettere in stato d'accusa Mattarella per questo ha replicato: "Ci vuole mente fredda certe cose non si lanciano sull'onda della rabbia. Io non mi metto a parlare di impeachment che è materia per giuristi e costituzionalisti". Salvini - parlando della possibilità di tornare alle urne - ha detto: "Noi con i Cinque stelle alle elezioni? Vedremo, valuteremo sui progetti. Ma vorrei sapere che fa Berlusconi. Ora si parte dal lavoro che abbiamo fatto assieme" - ha aggiunto - ribadendo di aver trovato nel Movimento cinque stelle persone "serie e costruttive". "Non è vero che volevo votare fin dall'inizio. Luigi Di Maio l'ho sentito ieri sera - ha proseguito -. Lo dico da giornalista: le calunnie e le falsità che ho sentito in queste settimane credo non abbiamo precedenti, era un governo che ancora prima di nascere aveva contro tutti". E proprio al Cavaliere, lancia l'ultimatum: "Se vota il governo Cottarelli, addio alleanza". Rassicurazioni arrivano - a stretto giro di boa - da Giorgio Mulè (Fi): "non lo voteremo, non avrà i numeri". Salvini conclude: "Adesso l'unica cosa certa è che c'è una maggioranza in Parlamento che può proporre e approvare le leggi. Per prima cosa facciamo partire la discussione sulla legge elettorale - spiega Salvini - perché adesso il lavoro passa al Parlamento e, essendo questa una Repubblica parlamentare, sarà lì che si faranno le leggi. A meno che la Merkel non ce lo voglia impedire...". Lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi tona sopra quora 200 punti. I mercati registrano il fallimento del tentativo di formare un governo giallo-verde, considerato troppo populista e antieuropeo. Adesso guardano con preoccupazione alla crisi istituzionale, alla prospettiva di elezioni anticipate e aspettano di capire se ci sarà l'incarico a Carlo Cottarelli, un tecnico di provata esperienza. Il differenziale è risalito a 202 punti e il rendimento del decennale al 2,44%. 

 

ECCO PERCHÉ SIAMO POVERI

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