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informazione giornalistica quotidiana internazionale
 

 

 

 

 

 

 


ARTEE-MAIL                                           

 

                                                                                                                                 I DIPINTI CHE NESSUNO COMPRA

 

                                    UNIEURO BATTE MILANO                                         

 

 

 

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NUOVO PRESIDENTE ANCMA

È Mariano Roman il nuovo presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori). Ingegnere, classe 1955, una lunga e significativa esperienza nel settore, amministratore delegato e socio del gruppo Fantic Motor, che controlla anche i marchi Bottecchia e Motori Minarelli, Roman è stato eletto stamane dall’Assemblea ordinaria dell’associazione riunitasi a Milano. La rappresentanza dei produttori e dei distributori di due ruote e della filiera industriale di riferimento accoglie quindi il manager ed imprenditore veneto, che sarà affiancato nel suo mandato quadriennale dai vicepresidenti Cristiano De Rosa (De Rosa Ugo & Figli) e dal presidente uscente Paolo Magri (Brembo spa). Nel suo intervento introduttivo, Roman ha ringraziato i soci per la fiducia che gli hanno accordato, sottolineando alcune priorità programmatiche quali “la necessità di intensificare le attività di promozione dell'utilizzo delle due ruote e di comunicazione del valore sociale e della rilevanza economica del settore; il potenziamento del presidio dei dossier e delle attività normative in Europa; il coinvolgimento dell'associazione nella programmazione della mobilità urbana da parte delle amministrazioni locali; la richiesta di misure sussidiarie in grado di liberare tutto il potenziale del comparto e di renderlo più competitivo”. Quella del motociclismo in Italia è un'industria che vale oltre nove miliardi di euro e che detiene la leadership europea in termini di produzione e mercato; parimenti il comparto della bicicletta, che esprime un valore di più di tre miliardi di euro, occupa una posizione di assoluta rilevanza nell'eurozona.

 

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NUOVO FILM DI PAOLO VIRZÌ

Arriva al cinema dal 7 marzo, "Un altro ferragosto", il nuovo film di Paolo Virzì, prodotto da Lotus Production, una società Leone Film Group con Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution. Seguito dell’acclamato Ferie d’Agosto del 1996, film cult che valse a Paolo Virzì il David di Donatello come Miglior Film, "Un altro ferragosto" vede il ritorno a Ventotene delle due famiglie di villeggianti, i Molino e i Mazzalupi. "Riunire la gloriosa banda degli interpreti, mescolandola ai nuovi formidabili ingressi, mi elettrizza" aveva dichiarato Paolo Virzì poco prima di iniziare a dirigere un cast stellare composto da Silvio Orlando, Sabrina Ferilli, Christian De Sica, Laura Morante, Andrea Carpenzano, Vinicio Marchioni, Anna Ferraioli Ravel, con la partecipazione di Emanuela Fanelli, Rocco Papaleo, Paola Tiziana Cruciani, Agnese Claisse. E che vede tra gli altri interpreti: Gigio Alberti, Claudia Della Seta, Lorenzo Fantastichini, Liliana Fiorelli, Raffaella Lebboroni, Milena Mancini, Maria Laura Rondanini, Ema Stokholma, Lele Vannoli, Silvio Vannucci. SINOSSI: In una sera d’agosto del 1996, nella casa di Ventotene dove il giornalista Sandro Molino trascorreva le vacanze, la sua compagna Cecilia gli rivelò di essere incinta. Oggi Altiero Molino è un ventiseienne imprenditore digitale e torna a Ventotene col marito fotomodello per radunare i vecchi amici intorno al padre malandato e regalargli un’ultima vacanza. Non si aspettava di trovare l’isola in fermento per il matrimonio di Sabry Mazzalupi col suo fidanzato Cesare: la ragazzina goffa figlia del bottegaio romano Ruggero, è diventata una celebrità del web e le sue nozze sono un evento mondano che attira i media e anche misteriosi emissari del nuovo potere politico. Due tribù di villeggianti, due Italia apparentemente inconciliabili, destinate ad incontrarsi di nuovo a Ferragosto, per una sfida stavolta definitiva.

 

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IL FATTO QUOTIDIANO?

Per quale motivo gli italiani acquistano "Il Fatto Quotidiano", un giornale che pubblica solo odio verso le persone. Gli articoli di Selvaggia Lucarelli, una persona senza arte ne parte che vive solo per infamare chiunque le capiti a tiro, e di questo ha fatto un mestiere per guadagnare denaro. Tra l'altro non si comprende come la RAI possa pagare con il denaro degli utenti un personaggio come la Lucarelli, impiegata come giudice nella trasmisisone "Ballando con le stelle". Ma tutto il quotidiano vomita veleno contro tutti, da Travaglio a Gomez, da Padellaro a Sommi, non fanno altro che infamare con la scusante del giornalismo che in effetti è solo politica, in questo caso di sinistra. I soliti personaggi che ritroviamo spesso in certe trasmissioni televisive che più che altro sono divulgatrici di politica invece che di informazioni. Poveri italiani nelle mani di questi pseudogiornalisti, o meglio poveri vecchi italiani, massaie e pensionati, perché i giovani questi "divulgatori" non li ascoltano nemmeno per caso.

 

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L'ALTRA POMPEI

La vita quotidiana della popolazione comune, composta da schiavi, liberti, artigiani e lavoratori di varia categoria, quella Pompei spesso silenziosa nelle fonti antiche, è in primo piano nella mostra “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio” in programma dal 15 dicembre alla Palestra grande degli scavi. “L’altra Pompei” rappresenta quell’80% della popolazione meno abbiente che abitava la città. Il racconto delle vite comuni di questa maggioranza vuole restituire loro memoria e dignità storica, contribuendo a completare l’immagine della vita dell’epoca, integrando libri storici e guide della città antica che non sempre vanno oltre le ricche dimore dai raffinati arredi e decorazioni. La maggior parte di questa popolazione abitava in case formate da pochi ambienti e solo una ristretta fascia sociale viveva nelle case ad atrio. Questa miriade di spazi anonimi e di persone sconosciute costituisce il tessuto urbano e sociale dell’antica Pompei, che la mostra intende esplorare attraverso un itinerario in cui il pubblico potrà ammirare le ricostruzioni quasi complete di alcuni di questi spazi abitativi che sono stati teatro di vita reale. Alcune delle più recenti scoperte hanno infatti restituito straordinari contesti quotidiani che vengono riproposti come fulcro del percorso espositivo e che arricchiscono ulteriormente questo racconto. Come la stanza degli schiavi rinvenuta nella villa suburbana di Civita Giuliana, tuttora in corso di scavo, in cui è stato possibile effettuare il calco dell’arredo completo che restituisce l’immagine fedele di quell’ambiente: la riproduzione del calco di uno dei giacigli, una semplice brandina con rete di cordini, esposta in anteprima in una bottega del sito come esempio di letto di uno schiavo, è ora esposta in mostra all’interno della stanza completamente ricostruita. “La mostra racconta una bellezza diversa da quella abituale, classica e marmorea, e propone invece l’estetica della vita quotidiana, degli oggetti e delle immagini che circondavano la gente comune e che abbiamo cercato di valorizzare con un allestimento molto originale, a cura dell’architetto Vincenzo De Luce. – sottolinea il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - Ma racconta anche l’umiltà, la povertà e la schiavitù, aspetti che ci aiutano a capire perché a quell’epoca molte persone cercavano nuove risposte e prospettive, una situazione che in ultima analisi ha portato all’eredità più importante e durativa del mondo classico, il cristianesimo. Comprendiamo la forza di una nuova luce esplorando gli angoli più bui dell’antico, per questo nella mia personale lettura è una mostra che ci sta benissimo nel periodo natalizio.” La mostra snoda il suo racconto attraverso un allestimento dominato dai colori intensi, influenzato dai temi affrontati, legati agli individui spesse volte destinati all’oblio della storia le cui vite precarie si consumavano in stanze anguste e poco illuminate. Attraverso sette sezioni, circa trecento reperti e tre installazioni multimediali, il percorso espositivo consente di seguire idealmente il corso dell’esistenza di coloro che appartenevano a questa popolazione, dalla nascita fino alla morte indagandone le attività quotidiane, l’alimentazione, i rapporti personali, i costumi e gli svaghi, ma anche il rapporto con il mondo esterno e con la fede religiosa e l’aldilà. Inoltre, attraverso una sezione dell’app My Pompeii sarà possibile tirare a sorte l’identità di un antico abitante pompeiano, con il quale identificarsi e seguire il percorso di vita nelle varie case del sito archeologico. Una specie di ruota della fortuna che ben fa intendere come fosse molto più probabile essere un povero, un umile servo o un lavoratore, piuttosto che il ricco abitante di una prestigiosa dimora ad atrio. La mostra è sponsorizzata da American Express Italia, che per il terzo anno sostiene progetti di valorizzazione del Parco. “Confermare il sostegno di American Express nei confronti del Parco Archeologico di Pompei è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Lo è ancora di più sostenendo la mostra “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio”, che riesce a porre magnificamente l’attenzione su storie spesso silenziose e fuori dai riflettori, dimostrando ulteriormente l’inesauribile richezza del patrimonio simbolico del Parco Archeologico di Pompei – afferma Piotr Pogorzelski, Vice President & General Manager, Global Merchant Services, American Express.

 

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TRUFFE INFORMATICHE

BPER Banca promuove “CYBERSICURI Impresa possibile”, la campagna di sicurezza informatica, in collaborazione con CertFin, per contrastare le truffe e sensibilizzare le imprese sull’importanza di investire nella sicurezza dei sistemi informatici e nella consapevolezza al suo utilizzo. L’iniziativa ha come claim “La risposta giusta alla sicurezza della tua impresa è l’informazione” e si pone come obiettivo rendere consapevoli gli utenti sulle minacce derivanti da attacchi informatici e sulle scelte da intraprendere in caso di bisogno. È attivata e coordinata da ABI Lab, il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca promosso dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e dal CertFin – CERT Finanziario Italiano. BPER Banca, con questa campagna, sarà tra i protagonisti di una campagna di prevenzione e sensibilizzazione sulle truffe informatiche. L’informazione, infatti, risulta essere il miglior strumento per la divulgazione.  Alessandro Bulgarelli, Chief Information Security Officer di BPER Banca, ha dichiarato: “BPER aderisce ancora una volta a iniziative importanti e di grande attualità. Nel caso specifico, ci stiamo impegnando per la sensibilizzazione su un tema essenziale come quello della sicurezza informatica. Vogliamo contribuire ad aumentare il livello di consapevolezza sui possibili pericoli di frode e sensibilizzare ad un uso sicuro degli strumenti digitali. Siamo fieri di promuovere una campagna di grande utilità e valore”.

 

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INSIEME PER LE DONNE

È stata lanciata questa mattina a Roma, con un evento che si è tenuto presso la prestigiosa Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, la campagna di raccolta fondi “Insieme per le Donne”, istituita per il secondo anno da BPER Banca a favore del Fondo Autonomia di D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, l’associazione delle organizzazioni che gestiscono centri antiviolenza e case rifugio per oltre 20 mila donne ogni anno. La campagna di raccolta fondi, che sarà attiva dal 24 al 30 novembre, è destinata in particolare alle donne che hanno intrapreso un percorso di uscita dalla violenza e che non dispongono delle risorse economiche sufficienti per una vera autonomia economica e abitativa. Limitare l'indipendenza di qualcuno, infatti, vuol dire assumere una posizione di controllo e causare un forte stato di soggezione. Il 31,6% delle donne accolte nei centri gestiti da D.i.Re ha subito violenza economica, una forma di costrizione che limita fortemente la possibilità delle donne di intraprendere percorsi di autonomia, non rendendole realmente libere di scegliere. L’evento di questa mattina è stato un momento di riflessione e sensibilizzazione e ha visto la presenza di illustri figure impegnate nella promozione dei diritti delle donne e nella lotta contro la violenza. Tra i partecipanti, intervenuti nel corso di un dibattito moderato da Maddalena Santeroni, Presidente dell’associazione Amici dell’Arte Moderna, erano presenti: Flavia Mazzarella, Presidente di BPER Banca, Antonella Veltri, Presidente di D.i.Re, Azzurra Rinaldi, Economista e Direttrice della School of Gender Economics all'Università Unitelma Sapienza e Annalisa Cuzzocrea, Vicedirettrice de La Stampa. Nel corso dell’evento la Presidente di BPER Banca, Flavia Mazzarella, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di promuovere per il secondo anno questa iniziativa che mira a sensibilizzare, unire e agire contro una forma subdola di violenza che colpisce le donne e rappresenta un ostacolo significativo per la loro autonomia e sicurezza finanziaria. L’impegno di BPER nei confronti della comunità va infatti oltre il tradizionale ruolo bancario e dimostra l’impegno concreto nel creare un ambiente finanziario inclusivo e sicuro”. La Presidente di D.i.Re, Antonella Veltri, ha a sua volta affermato: “È importante che la società tutta agisca per contrastare la violenza maschile alle donne. Parlare di violenza economica, le sue caratteristiche e le vie per contrastarla è sicuramente un modo efficace per disseminare conoscenza e consapevolezza”. Per sostenere il progetto di raccolta fondi “Insieme per le Donne” e contribuire alla lotta contro la violenza economica è possibile effettuare una donazione a favore di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza direttamente tramite bonifico all’IBAN IT36I0538705006000003721296. BPER Banca contribuirà per prima al successo della raccolta fondi attraverso una donazione diretta, a cui si aggiungeranno varie attività di educazione finanziaria volte a prevenire i fenomeni di violenza economica, tra cui la promozione di programmi di formazione e sensibilizzazione finanziaria destinati alle donne per aumentare la propria consapevolezza e le proprie abilità gestionali. BPER ha poi previsto il coinvolgimento di tutti i dipendenti e le dipendenti del Gruppo in una serie di iniziative di sensibilizzazione, divulgazione e formazione, che inizieranno nei prossimi mesi. L’Istituto realizzerà inoltre, insieme all’associazione D.i.Re, un vademecum sulla violenza economica, utile per riconoscerla, superarla ed evitarla. L’evento di lancio di “Insieme per le Donne” è stato intenzionalmente pianificato in prossimità del 25 novembre, Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per aumentare la consapevolezza e promuovere l’azione contro una forma spesso sottovalutata di abuso che colpisce numerose donne.

 

CONSUMI PETROLIFERI

Lieve incremento per i consumi petroliferi italiani che ad ottobre sono risultati in crescita dello 0,6% rispetto allo stesso mese del 2022. Netto progresso invece per il totale delle vendite al mercato – ossia escludendo dai consumi totali quelli connessi alle attività industriali di raffinazione – cresciute del 4,5% (+196.000 tonnellate), il miglior risultato dell’anno, grazie al buon andamento dei prodotti legati alla mobilità aerea e stradale (favoriti da un giorno di consumo in più). Il contributo maggiore è venuto dal trasporto aereo, con volumi prossimi ai livelli pre-Covid, mentre i carburanti (benzina+gasolio), pur evidenziando un progresso dell’1,6% (+43.000 tonnellate), sono comunque inferiori di oltre il 2% rispetto ai livelli pre-pandemici. Da segnalare la tendenza positiva del bitume nonché dei lubrificanti. Quanto alla dinamica dei prezzi al consumo, in media la benzina a ottobre è stati pari a 1,940 euro/litro, circa 27 centesimi in più rispetto all’ottobre dello scorso anno quando vigeva l’accisa ridotta, mentre il gasolio a 1,907, 9 centesimi in più. A livello di prezzo industriale (al netto delle tasse), sia la benzina che il gasolio sono risultati inferiori di 3,6 centesimi rispetto alla media dell’area euro. Nei primi dieci mesi dell’anno i consumi totali si sono ridotti dell’1,4% rispetto al 2022, in larga parte per il “crollo” della petrolchimica (-540.000 tonnellate) e nonostante il sostegno della mobilità stradale e la ripresa del trasporto aereo, che insieme hanno superato di oltre 750.000 tonnellate i volumi dello stesso periodo dello scorso anno. La benzina, con quasi 6,9 milioni di tonnellate (+5%, +329.000 tonnellate), ha trainato in positivo i carburanti, mentre il gasolio motori è risultato in calo dell’1,3% (-258.000 tonnellate) a causa della flessione registrata sul canale extra-rete (-4%).

 

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MERCATO MOTO

“Per la prima volta dal 2011 il mercato italiano supera già a ottobre i 300mila veicoli immatricolati e questa è una notizia molto incoraggiante alla vigilia di EICMA, l’evento espositivo più importante al mondo per il nostro settore, che organizziamo da più di 100 anni a Milano”. Così Paolo Magri, presidente Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), commentando i dati mensili sull’andamento delle immatricolazionidi moto, scooter e ciclomotoridiffusi in serata dall’associazione. IL MERCATO DI OTTOBRE - Per il quarto mese consecutivo il mercato delle due ruote cresce a doppia cifra, chiudendo ottobre con un consistente +15,75% e 25.227 veicoli venduti. Particolarmente significativo il risultato delle moto, che aumentano di un terzo i volumi dello scorso anno (+33,04%) e immatricolano 10.545 unità. Seguono gli scooter con un incremento del 6,26% e 13.103 veicoli targati, mentre tornano in attivo, dopo quattro mesi di segno meno, anche i ciclomotori che crescono del 2,67% pari a 1.579 veicoli. PRIMI DIECI MESI DEL 2023 - Il mercato cumulato delle due ruote ha superato nel mese di ottobre le 300 mila unità, raggiungendo quota 311.079, con una crescita del 16,95%. Come anticipato, è la prima volta da dodici anni che si supera la soglia 300mila nel consuntivo dell'anno, con ulteriori margini di miglioramento nei prossimi due mesi. In prima posizione gli scooter con 160.559 unità e un incremento del 22,89%; seguono le moto con 133.666 veicoli targati e una crescita del 14,81%, mentre rimangono in territorio negativo i ciclomotori che cedono il 10,92% pari a 16.854 unità. MERCATO ELETTRICO - Difficile la situazione del settore elettrico dopo che a ottobre si sono esauriti gli incentivi pubblici a sostegno del mercato. Il consuntivo del mese si ferma a 753 unità, corrispondenti a un calo del 44,30% rispetto a un 2022 dove il mercato era però corroborato dagli aiuti statali. Negativi, quindi, tutti i segmenti: in particolare quello degli scooter che chiudono il mese con 382 mezzi immatricolati e una flessione del 55,48%. Resta negativo anche l'anno, con un calo del 21,43% e soli 11.083 veicoli messi in strada. “Appare sempre più urgente– rimarca l’associazione nelle nota - scongelare le risorse avanzate dalla campagna 2022, pari a 5,6 milioni di euro, che consentirebbero al mercato di traguardare la fine dell'anno. Si rinnova pertanto l'appello al Governo di sostenere un mercato già naturalmente orientato verso gli obiettivi comunitari di sostenibilità ambientale”.

 

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I PAESI PIÙ SICURI

Prodotto dall'Institute for Economics and Peace (IEP), il Global Peace Index (GPI) è il principale strumento di misura della pace globale. Questo rapporto presenta la più completa analisi basata sui dati finora disponibili sulle tendenze della pace, sul suo valore economico e su come sviluppare società pacifiche Top 10 completa: Islanda, Danimarca, Irlanda, Nuova Zelanda, Austria, Singapore, Portogallo, Slovenia, Giappone, Svizzera. A balzare all'occhio è sicuramente la varietà e le enormi differenze tra i singoli Stati. Vengono, infatti, chiamati in causa Paesi europei, ma non solo. Stati di dimensioni molto piccole, come Singapore, ma anche più vasti, come Nuova Zelanda e Giappone. E, ancora, diverse forme di Governo. Dalla monarchia danese alla repubblica federale svizzera, solo per citare due esempi. Allo stesso tempo, come vi avevamo già anticipato, un aspetto lega molti, per non dire tutti questi Stati: l'importanza che riveste il turismo nelle loro economie. Tutti i Paesi che compaiono nei primi dieci posti possono essere considerati destinazioni turistiche mondiali. La sicurezza, insomma, è un motore importante per essere attrattivi. Un altro elemento che può contribuire a comprendere quali siano i Paesi più sicuri al mondo sono le classifiche per singole aree geografiche. Detto dell'Europa, molto presente nelle prime posizioni della graduatoria generale, nell'area Asia-Pacifico, dietro le magnifiche tre Nuova Zelanda, Singapore e Giappone, si trovano Malesia, Australia e Taiwan. In America Centrale e nei Caraibi, il primo posto è riservato al Costa Rica, seguito da Panama e Trinidad & Tobago. Per il Medio Oriente e il Nord Africa, a dominare sono i Paesi del Golfo, su cui ci concentreremo in seguito: primo uil Qatar, seguito da Kuwait, Oman, Giordania ed Emirati Arabi. In Nord America il Canada fa meglio degli Stati Uniti, mentre in quella che il Global Peace Index definisce Eurasia, il primo posto è, un po' a sorpresa, per la Moldavia, seguita da Armenia e Kazakistan. In Sud America il Paese più sicuro è l'Uruguay, seconda l'Argentina e terzo il Cile. Nell'Africa sub-sahariana emergono Mauritius, Botswana e Sierra Leone, mentre nell'area dell'India la palma di Paese più sicuro se la prende il Buthan. Tra i primi dieci Paesi più sicuri al mondo figura, quindi, la Danimarca. Un secondo posto che agli occhi di molti potrebbe non sorprendere. Anzi, lo stato nordico è da molti conosciuto per i diversi aspetti positivi che ne caratterizzano la società. C'è, però, all'occhio più attento, qualcosa che stride. Basta, infatti, consultare il sito del ministero degli Esteri italiano per trovare questa indicazione: "La Polizia danese ha diramato indicazioni sulle aree della Capitale e del Paese nelle quali è raccomandata particolare cautela, specialmente nelle ore notturne, in ragione dei fenomeni di microcriminalità e della recrudescenza di scontri, anche a mano armata, tra bande. Tra queste si segnalano, nella Copenaghen, le aree di Norrebro, Husum, Bispeparken e Tingbjerg/Utterslevhuse, ed alcuni quartieri nelle città di Odense e Aarhus". Insomma, non di certo una comunicazione che si addice al secondo Paese più sicuro al mondo. Com'è possibile? In sostanza, i dati al momento sono ancora tra i migliori al mondo e garantiscono alla Danimarca una posizione così alta. Allo stesso tempo, anche in un Paese così sicuro, esistono sacche di tensione e di criminalità a cui prestare attenzione. Un altro caso particolare e degno di attenzione è quello che riguarda i Paesi del Golfo Persico. Si tratta di un aspetto interessante perché vede una vera e propria spaccatura. Da un lato ci sono, infatti, Stati in cui la Farnesina sconsiglia espressamente di viaggiare e che nel Global Peace Index occupano posizioni molto basse in graduatoria: Iran (147°) e Iraq (154°). Dall'altro, invece, ci sono Stati che negli anni hanno scalato decine di posizioni in graduatoria e che oggi rappresentano destinazioni in cui viaggiare è estremamente sicuro. Gli esempi più evidenti, in questo senso, sono il Qatar, che si posiziona al 21° posto e che con i mondiali ha avuto una vetrina importante per mostrare il livello di sicurezza raggiunto, ma anche il Kuwait, 35° al mondo, e l'Oman, che si posiziona al 48° posto e che ha scalato rispetto al 2022 ben 18 posizioni. In questi Paesi la promozione turistica passa, sicuramente, anche dalla sicurezza che riusciranno a comunicare ai viaggiatori. Certo, la tensione crescente in tutto il Medio Oriente, non sta aiutando e potrebbe avere effetti pesanti su molti Stati, anche solo di riflesso. In tutto questo girovagare non abbiamo ancora nominato il nostro Paese. L'Italia, quindi, è un posto sicuro? Per il Global Peace Index lo è, anche se non al livello di altri Stati europei. Nella graduatoria il Belpaese si piazza, infatti, al 34° posto, scendendo di due posizioni rispetto al 2022. Una posizione che è, comunque, in linea con quanto emerso negli anni passati. La posizione migliore, infatti, l'Italia la registrò nel 2008, con il 27° posto. Negli anni a seguire è sempre stata intorno al 30°. Una situazione che la vede alle spalle di alcuni Stati europei per certi versi sorprendenti, come Polonia, Bulgaria e Romania, ma che la inserisce comunque nei Paesi sicuri, anche se non tra quelli molto sicuri (sostanzialmente i primi 15). A contribuire a questo risultato sono, tra le varie cose, le grandi città, più soggette alla presenza di criminalità e che peggiorano, quindi, gli indici che portano alla classifica finale. Emblematica, in questo senso, la posizione di altri Paesi europei, come Regno Unito (37°) e Francia (67°), entrambi con notevoli problemi di sicurezza nelle rispettive capitali.

 

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PAURA DI VOLARE

Otto italiani su dieci hanno qualche paura quando devono volare, secondo Jetcost. Solo due su dieci soffrono di aerofobia. Perdere il volo, smarrire il bagaglio, non trovare il passaporto o suonare quando si passa ai controlli di sicurezza sono le paure più comuni delle persone in aeroporto. Il rumore, lo spazio insufficiente per le gambe e le turbolenze sono le cose che preoccupano di più in aereo. Viaggiare in aereo può essere un'esperienza indimenticabile ed emozionante per molti, o il più grande incubo per altri. Alcuni si divertono dal momento in cui mettono piede in aeroporto, si godono l'intera esperienza senza pensieri fino a quando non ritirano le valigie arrivati a destinazione, mentre altri si preoccupano continuamente che possa accadere qualcosa e si lamentano di ogni cosa riguardi il volo. Secondo una recente indagine condotta dal potente motore di ricerca di voli e hotel www.jetcost.itsette italiani su dieci amano l'esperienza del volo e solo due su dieci sono aerofobici. Il team di Jetcost ha condotto un sondaggio nell'ambito di uno studio sulle esperienze di viaggio degli italiani. Sono state intervistate 3.000 persone di età superiore ai 18 anni, che hanno viaggiato almeno una volta negli ultimi due anni. Inizialmente è stato chiesto a tutti se l'esperienza di viaggio in aereo, dall'aeroporto di partenza a quello di destinazione, fosse di loro gradimentosette su dieci hanno dichiarato di aver apprezzato l'esperienza complessiva (69%). In seguito è stato chiesto a tutti gli intervistati se avessero qualche timore nel viaggiare in aereo in generale, e il 78% ha risposto di sì.

 

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L’E-BIKE VOLA IN EUROPA

“I dati del mercato europeo sono in linea con le tendenze di crescita nazionali del 2022, che abbiamo delineato con le nostre stime. Accanto al continuo successo della bici a pedalata assistita, appare evidente che quello del ciclo è un settore trainante di cui tener conto con maggiore lungimiranza, valorizzando la domanda sul mercato interno, soprattutto alla luce della leadership produttiva che il nostro Paese detiene nell’Eurozona. Siamo di fronte ad un’industria con maggiori professionalità e nuove competenze rispetto al passato, che solo l’anno scorso ha generato in Italia un volume d’affari di 3,2 miliardi di euro, che offre occupazione e soluzioni concrete all’esigenza di mobilità che viene soprattutto dai contesti urbani”. È quanto ha dichiarato stamane il presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) Paolo Magri, commentando i numeri dall'ultimo report annuale dell'industria e del mercato della bicicletta europea di CONEBI (Confederazione Europea dell’Industria Bici, E-Bike, Componenti ed Accessori). La relazione di CONEBI - diffusa in Italia da ANCMA - mette in luce come l’industria europea della bicicletta ha continuato nel 2022 la sua curva di crescita con un aumento del fatturato e degli investimenti, una produzione sana, livelli record di vendite di biciclette elettriche accompagnato da un calo delle biciclette tradizionali. Dopo anni di notevole sviluppo del mercato, il 2022 ha visto infatti un rallentamento complessivo delle vendite di biciclette, passate da 17,1 milioni di unità nel 2021 a 14,7 milioni di unità, ma anche un continuo aumento della domanda di biciclette elettriche, che hanno superato i 5,5 milioni di unità vendute nel 2022. Le vendite totali di biciclette e biciclette elettriche hanno raggiunto un valore di 21,2 miliardi di euro, pari a un +7,4% rispetto al 2021. Per quanto riguarda i dati di produzione, nel 2022 sono state assemblate in Europa 15,2 milioni di biciclette, di cui 5,4 milioni e-bike. Anche la produzione di parti e accessori per biciclette ha registrato un aumento sostanziale nel 2022, che porta il suo valore ad oltre 4,8 miliardi di euro dai 3,6 miliardi di euro del 2021. Nel 2022 gli investimenti dell'industria hanno raggiunto i 2 miliardi di euro, +14% rispetto agli 1,75 miliardi di euro del 2021. I posti di lavoro diretti nel settore hanno registrato un aumento costante del 3% dal 2021, il che porta il totale dei posti di lavoro diretti/indiretti in Europa a circa 180.000. "Nel 2022 – ha sottolineato Erhard Büchel, Presidente del CONEBI - l'industria europea della bicicletta ha dimostrato una notevole capacità di recupero, nonostante l'importante rallentamento delle vendite di biciclette tradizionali e i rallentamenti della catena di approvvigionamento, che ancora permangono. Siamo incoraggiati dall'accresciuta enfasi del settore sulla sostenibilità e dalla crescente tendenza alla produzione europea. Il futuro del nostro settore è promettente. Detto questo l'UE e le decisioni politiche nazionali hanno un ruolo chiave nella crescita a medio e lungo termine dell'industria e del mercato in Europa”.

 

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SALVINI E LA BICI

Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) esprime “forte preoccupazione” a seguito delle dichiarazioni sulla riforma del Codice della strada rilasciate oggi dal ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, rispondendo a un question time alla Camera. In un comunicato diffuso in serata, l’associazione prende posizione contro la proposta di introdurre assicurazione, targa, casco e frecce obbligatori per le biciclette. “Si tratta di misure che non vanno nella direzione di ottenere maggiore sicurezza, per la quale – si legge nel comunicato - serve un impegno strutturale ed educativo a tutela di chi utilizza la bicicletta, che è un utente debole della strada”. “Abbiamo già avuto modo di inviare lo scorso marzo una lettera dettagliata al ministro competente, attraverso la quale – ha rimarcato il presidente di ANCMA Paolo Magri – non solo abbiamo sottolineato il valore del comparto ciclo, che in Italia genera un volume d’affari di oltre 3,2 miliari di euro, ma abbiamo anche evidenziato che il nostro sarebbe l’unico Paese in Europa, dove tra l’altro l’utilizzo della bici è ampiamente più diffuso che in Italia, ad introdurre questi obblighi”. “Il nostro Paese – ha concluso Magri – ha un grande potenziale di attrattività cicloturistica, ha un mercato che cresce, è uno dei primi produttori di biciclette nell’eurozona, esprime un tessuto imprenditoriale d’eccellenza fatto da oltre 250 piccole e medie imprese, per l’80% insediate fra Veneto, Lombardia e Piemonte. L’associazione è a disposizione del Governo in maniera costruttiva, ma per come è stata annunciata, questa riforma sembra oggi più contro la diffusione della bicicletta, che a favore di una maggiore sicurezza sulle strade: penalizzare la leadership della nostra industria sarebbe un autogol”.

 

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MANGIARE BENE

Vuoi gustare il miglior cibo locale al mondo? Allora devi andare a Firenze. A dirlo è la classifica di TasteAtlas, portale internazionale che si occupa di viaggi e cibo, sulle 100 città migliori al mondo per provare cibo locale. Al secondo posto si piazza Roma, terza Lima. In quarta posizione Napoli. Per stilare la classifica TasteAtlas ha analizzato il proprio database e combinato i risultati con le valutazioni dei ristoranti su Google. La motivazione della prima posizione? «Firenze, la culla del Rinascimento, è una città ricca di storia, cultura e architettura mozzafiato. La scena gastronomica locale è una deliziosa fusione di fascino del vecchio mondo e moderna innovazione culinaria, con un'enfasi unica sulla ristorazione da fattoria a tavola e una serie di intime trattorie a conduzione familiare. La cucina tradizionale fiorentina si caratterizza per la sua semplicità e l'attenzione per gli ingredienti locali di alta qualità» si legge nella classifica.

 

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BMW AMBASSADOR 2023

La filiale italiana di BMW Bank, società finanziaria del BMW Group, ha premiato così i suoi Ambassador 2023: per il mondo auto, il riconoscimento è andato alle Concessionarie Gruppo Fimauto Autogemelli (Verona), BMW Roma e Ultramotor (Matera) mentre per il mondo moto alle concessionarie Perego Motorrad (Lallio - BG), Co.Mo. (Frosinone), Moto Sport Musciacchio (Taranto). Questo importante titolo, per le sei Concessionarie, arriva dopo un anno di lavoro e di impegno sul fronte della Customer Experience che le ha portate a distinguersi tra tutti gli organizzati del BMW Group per la capacità di offrire la migliore esperienza di brand anche in ambito finanziario. Per la valutazione delle performance delle Concessionarie sono state prese in considerazione 3 diverse aree di indagine: la Trasparenza, intesa come capacità di illustrare l’offerta dei prodotti BMW Bank e di dettagliarne anche gli aspetti tecnici fornendo tutta la documentazione necessaria, richiesta  per la trasparenza bancaria; la Consulenza  intesa come la capacità di offrire un servizio di guida sul tema finanziario realmente professionale; il Follow-up inteso come una corretta gestione della relazione con il Cliente lungo tutto il ciclo di vita contrattuale. Al termine di un periodo di osservazione e analisi dei risultati delle Concessionarie, sono state individuate le sei realtà dalle migliori performance: due per l’area nord, due per il centro e due per il sud. Sia per il mondo auto che per il mondo moto, la Concessionaria che ha ricevuto la migliore valutazione da parte dei propri Clienti è stata nominata “Ambassador 2023” per l’area geografica di rifermento e ha ricevuto la visita di BMW Bank, per la simbolica consegna del titolo conseguito. Andrea Castronovo, CEO BMW Bank Italia dichiara: “Il programma BMW Bank Ambassador rafforza la partnership con i nostri Concessionari sottolineando l’importanza del costante lavoro di miglioramento volto a fornire un sempre più alto livello di servizio ai nostri clienti”. Nata nel 1978 con il nome di BMW Financial Services Italia Spa, la Società Finanziaria del Gruppo BMW dal 2013 è diventata una filiale europea della BMW Bank GmbH. L’innovazione perseguita dalla Società è costante nel tempo e si traduce nella creazione di molteplici prodotti e servizi offerti al Cliente finale e alla rete dei Concessionari. Con entusiasmo e passione oggi forniamo una vasta gamma di servizi finanziari e assicurativi personalizzati attraverso i diversi brand commerciali: BMW Financial Services, MINI Financial Services con il principale obiettivo di supportare la vendita dei Veicoli del BMW Group e per soddisfare le esigenze di mobilità dei Clienti, privati e Aziende. Essere premium è la nostra competenza chiave e la nostra filosofia di riferimento: il nostro obiettivo è pertanto quello di continuare ad essere la principale azienda di prodotti e servizi premium legati alla mobilità individuale. Con i suoi quattro marchi BMW, MINI, Rolls-Royce e BMW Motorrad, il BMW Group è il costruttore leader mondiale di auto e moto premium e offre anche servizi finanziari e di mobilità premium. Il BMW Group comprende oltre 30 stabilimenti di produzione e assemblaggio nel mondo ed ha una rete di vendita globale in oltre 140 Paesi. Nel 2022, il BMW Group ha venduto oltre 2,4 milioni di automobili e oltre 202.000 motocicli in tutto il mondo. L'utile al lordo delle imposte nell'esercizio finanziario 2022 è stato di 23,5 miliardi di euro con ricavi per 142,6 miliardi di Euro. Al 31 dicembre 2022, il BMW Group contava un organico di 149.475 dipendenti. Il successo del BMW Group si fonda da sempre su una visione di lungo periodo e su un’azione responsabile. L'azienda ha impostato la rotta per il futuro tempestivamente e pone costantemente la sostenibilità e la conservazione delle risorse al centro del proprio orientamento strategico, dalla catena di approvvigionamento attraverso la produzione fino alla fase di fine utilizzo di tutti i prodotti. BMW Group Italia è presente nel nostro Paese da oltre 50 anni e vanta oggi 4 società che danno lavoro a 850 collaboratori. La filiale italiana è uno dei sei mercati principali a livello mondiale per la vendita di auto e moto del BMW Group.

 

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LE TERME STABIANE

Pompei è un costante laboratorio di studio e ricerca, che continua a rivelare elementi nuovi sulla storia urbanistica e sociale della città antica. Dalle indagini di studio sulle precedenti fasi edilizie del grande complesso delle Terme Stabiane, posto sulla via centrale di Pompei in via dell’Abbondanza, affiora il pavimento a mosaico del salone di un’abitazione più antica, cancellata per far spazio ad una parte delle terme e a botteghe, dopo il terremoto del 62d.C. La scoperta è avvenuta nell’ambito del progetto di ricerca e relativa campagna di scavi presso le Terme Stabiane affidati dal Parco archeologico di Pompei alla Freie Universität Berlin con la collaborazione dell’Università di Napoli L’Orientale. "E' una prova di quanto c'è ancora da scoprire nella parte già scavata di Pompei. – dichiara il Direttore Gabriel Zuchtriegel - Le terme Stabiane furono scavate negli anni '50 dell'800, ma solo adesso viene alla luce tutta la complessa storia dell'isolato nei secoli prima dell'ultima fase di vita della città. Grazie alle nuove ricerche dell'università di Berlino e dell'Orientale di Napoli, oggi si può cominciare a riscrivere la storia dell'isolato, inserendone un ulteriore capitolo, quello di una sontuosa domus con mosaici eccezionali e ambienti spaziosi, che occupava la parte occidentale dell'area delle terme fino a pochi decenni prima dell'eruzione nel 79 d.C. Anche la Pompei che pensavamo di conoscere già, è una scoperta che continua". Le indagini in corso, avviate a marzo, hanno lo scopo di chiarire alcuni aspetti relativi sia alle fasi cronologiche e all’organizzazione planimetrica del settore della palestra delle terme, già oggetto di indagini in passato, sia di completare lo studio della planimetria della casa preesistente,trasformata dopo il terremoto del 62d.C. Saggi di scavo sono stati condotti nell’area occidentale dell’attuale complesso termale e precisamente in tre tabernae poste lungo il vicolo del Lupanare,nel corridoio di servizio alle spalle della natatio (piscina)e dei ninfei delle terme, nella palestra e presso l’originario ingresso del settore maschile delle terme su via dell’Abbondanza, chiuso dopo il terremoto. Il pavimento mosaicato è stato dunque individuato nell’area delle tabernae, al di sotto del livello pavimentale rivenuto dopo l’eruzione a circa mezzo metro di profondità. Il pavimento era a mosaico bianco bordato da una fascia nera con un emblema centrale, policromo. L’emblema infatti presenta un motivo geometrico a cubi prospettici, realizzati con tessere nere, bianche e verdi, bordato da una doppia fascia rossa e nera. Il motivo decorativo è ben noto per le pavimentazioni in opus sectile della cella del tempio di Apollo, del tablino della casa del Fauno o di un’esedra della casa di Trittolemo, casi in cui il motivo è esteso su quasi tutta la superficie pavimentale. Nella casa delle terme stabiane, invece, il motivo è realizzato solo nel piccolo riquadro centrale, a mosaico, come avviene in altri contesti, sempre in sectile, romani, tipo la casa dei Grifi sul Palatino. Le nuove indagini hanno permesso di comprendere al meglio la planimetria dell’edificio,risalente ai decenni centrali del I sec. a.C., che si sviluppava per una superficie di circa 900 mq, ed era composto da ingresso, un grande atrio circondato da cubicola (stanze da letto), tablino(studiolo), affiancato dal salone di recente scoperto, ed infine peristilio (giardino colonnato), caratterizzato da un ampio portico con ricca pavimentazione in mosaico policromo.

 

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NUOVI SCAVI A POMPEI

A Pompei, si sta nuovamente scavando in un’area estesa per circa 3.200 mq, quasi un intero isolato della città antica sepolta nel 79 d.C. dal Vesuvio. Il progetto si inserisce in un più ampio approccio che, sviluppato durante gli anni del Grande Progetto Pompei, mira a rettificare e risolvere i problemi idrogeologici e conservativi dei fronti di scavo, ovvero il confine tra la parte scavata e quella inesplorata della città antica. Quest’ultima ammonta a circa 15 ettari di isolati e case ancora sepolti sotto lapilli e cenere, quasi un terzo dell’abitato antico. L’impostazione del nuovo scavo, ubicato nell'Insula 10 della Regio IX, lungo Via di Nola, è dunque la stessa già attuata nello scavo della regio V durante gli anni 2018-2020 che, sotto la direzione dell’allora direttore, Massimo Osanna, ha visto emergere la casa di Orione, la casa con Giardino e il Themopolium. Oltre a migliorare le condizioni di conservazione e tutela delle strutture millenarie attraverso una sistemazione dei fronti di scavo, da sempre elementi di vulnerabilità a causa della pressione del terreno sui muri antichi e del deflusso delle acque meteoriche, i nuovi scavi si avvalgono dell'impiego delle diverse professionalità dell'archeologia, tra cui archeologi, rcheobotanici, vulcanologi numismatici, topografi antichi, oltre ad architetti, ingegneri e geologi, per trarre il massimo di informazioni e dati dalle operazioni di indagine stratigrafica. “Scavare a Pompei è un’enorme responsabilità – dichiara il Direttore del sito, Gabriel Zuchtriegel –. Lo scavo è un’operazione non ripetibile, quello che è scavato lo è per sempre. Perciò bisogna documentare e analizzare bene ogni reperto e tutte le relazioni stratigrafiche e pensare sin da subito a come mettere in sicurezza e restaurare quello che troviamo”. Lo scavo è ancora all'inizio, ma cominciano già ad affiorare le creste murarie dei piani superiori degli edifici antichi, tra cui una casa, trasformata nelle sue ultime fasi in fullonica (lavanderia) e scavata già intorno al 1912, e una casa con forno e cella superiore. Nei livelli ancora più alti, gli archeologi hanno documentato una serie di buche praticate nel terreno in anni forse più recenti e presumibilmente funzionali all'utilizzo agricolo del terreno o forse legati alle attività di cava di lapilli che subì l'area in epoca moderna. Vedute sette-ottocentesche (v. dipinto di Jacob PhilippHackert in allegato) mostrano come il plateau al di sopra degli scavi fosse adibito a diverse coltivazioni agricole, tra zone boscose e edifici rurali, e serre di agricoltori erano ancora presenti fino al 2015. Un paesaggio, quello storico dei decenni della riscoperta di Pompei, che il Parco vuole valorizzare e raccontare anche attraverso un altro progetto che punta alla riqualificazione delle aree verdi del sito e dei suoi dintorni. Proprio in queste settimane è in corso la procedura di selezione di un partner per la coltivazione dei vigenti del Parco nell’ambito di un partenariato pubblico-privato, che prevede l’ampliamento delle aree coltivate, e in futuro anche la messa a regime di uliveti, frutteti e orti sociali. “La dimensione di una catastrofe si misura anche a seconda della possibilità di dimenticarla, di farla cadere nell’oblio – commenta il direttore – E quel paesaggio di coltivazioni, boschi e pascoli che nasce nei secoli dopo l’eruzione sul sito dell’antica città, è come un piccolo conforto rispetto alla tragedia terribile del 79 d.C. che distrusse l’intera città di Pompei in due giorni. La memoria della tragedia svaniva, la vita tornava. Tant’è vero che dopo l’inizio degli scavi, nel 1748, ci vollero 15 anni per capire che si stava scavando a Pompei e non a Stabia”. ​

 

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LA CASA DEI VETTII

Riapre la casa simbolo di Pompei, la casa dei Vettii, che non manca in nessuna guida del sito UNESCO campano e in nessun manuale sull’arte antica, grazie ai suoi straordinari affreschi e alle sculture che adornavano il suo ampio giardino. Viene restituita al pubblico una domus che per la prima volta, dopo 20 anni di chiusura e una parziale riapertura nel 2016 - relativa all’ambiente di ingresso dell’atrio e a quelli circostanti- si può finalmente ammirare in tutta la sua articolazione e complessità architettonica, grazie ai recenti interventi. Il nuovo progetto di restauro, intrapreso nel 2016 sotto la direzione di Massimo Osanna, si è avvalso della collaborazione di professionalità tra le più varie, tra archeologi, architetti, restauratori, ingegneri, strutturisti e esperti di giardinaggio, profilandosi come uno dei cantieri più complessi nel panorama dei beni archeologici degli ultimi decenni. Particolarmente difficile si è rivelata la rimozione di strati di cera, apportati sugli affreschi nel passato con l’intenzione di proteggerli e farli risplendere: un metodo di restauro che si è rivelato altamente dannoso e che ha inoltre oscurato molti dettagli delle raffinate pitture, con rappresentazioni di architetture fantastiche e scene mitologiche. Il giardino del peristilio (giardino colonnato), che disponeva di un articolato sistema di condotte d’acqua e piccole fontane, è stato restaurato con l’inserimento di copie delle statue originali conservate negli spazi espositivi e nei depositi del Parco archeologico. Tra queste spicca una statua di Priapo, dio dell’abbondanza, unica nel suo genere. Inoltre sono state piantumate antiche specie vegetali riprodotte nel vivaio all’interno del Parco, nell’ambito di un progetto più ampio che prevede la valorizzazione di giardini storici e la messa in produzione delle aree verdi della città antica attraverso partenariati con agricoltori e produttori del territorio. Scavata tra il 1894 e il 1896, la casa dei Vettii apparteneva a Aulus Vettius Conviva e Aulus Vettius Restitutus, probabilmente due liberti, divenuti ricchi con il commercio del vino. Lo sfarzoso arredo pittorico e scultoreo della casa, dunque, riflette anche la ricchezza del territorio della città, dove si produceva il vino per l’esportazione in tutto il Mediterraneo, e la mobilità sociale, che consentiva a due ex schiavi di salire ai livelli più alti della società locale. Non mancano tracce della vita degli ultimi, tra le quali spicca un ambiente adiacente alla cucina, nel quartiere servile, decorato con quadretti erotici. L’ambiente, in passato, fu dotato di una porta di ferro per consentirne l’accesso ai soli uomini adulti, barriera rimossa solo pochi giorni prima della riapertura della casa. Si è ipotizzato che l’ambiente servisse per la prostituzione, ipotesi che sembra trovare riscontro nel rinvenimento, sulla parete sinistra del vestibolo, di un’iscrizione in cui una donna di nome Eutychis, “greca e di belle maniere”, veniva offerta per due assi (Eutychis Graeca a(ssibus) II moribus bellis). Una testimonianza che Pompei offre, oltre alla bellezza dell’arte e dell’architettura antica, della società dell’epoca con le sue stratificazioni e costumi. “La riapertura della Casa dei Vettii – dichiara il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano – è il coronamento di un percorso pluriennale di pieno recupero degli Scavi di Pompei. Da oggi il pubblico potrà tornare ad ammirare un ambiente unico nel suo genere, inaccessibile da vent’anni. Ringrazio il personale del parco archeologico per aver reso possibile questo autentico regalo al mondo”. “È una riapertura epocale che segna il termine di una storia di restauro lunga e travagliata, che negli ultimi anni si è avvalsa del modello vincente del Grande Progetto Europeo, sia nella gestione dei finanziamenti sia delle risorse umane, ma con la differenza che in questo caso il tutto è stato gestito, dalla progettazione agli interventi, con le forze interne del Parco. – dichiara il Direttore Generale dei Musei, Massimo Osanna - Un passaggio fondamentale che suggella l’autonomia e il successo della gestione ordinaria di Pompei, ormai esempio riconosciuto a livello internazionale”. "La casa dei Vettii è la storia del mondo romano rinchiusa in una casa, la 'casa museo' della romanità per così dire: ci troviamo affreschi mitologici e sculture in bronzo e in marmo, di eccezionale qualità artistica, che parlano del rapporto complesso tra modelli greci e rielaborazioni romane, ma anche la vita economica e sociale della città. I proprietari, liberti e dunque ex schiavi, sono espressione di una mobilità sociale che due secoli prima sarebbe stata impensabile. Diventano ricchi con il commercio di prodotti agricoli del territorio intorno a Pompei, ma quanto pare nella loro casa fu esercitata anche la prostituzione, da parte di una schiava greca, che apparteneva ai gruppi più deboli della società." sottolinea Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco archeologico di Pompei. Gli interventi sulla domus hanno avuto varie fasi. L’edificio era stato precedentemente oggetto di un’attività di parziale rifacimento delle coperture con elementi chiaramente distinguibili e il più possibile reversibili e non invasivi, realizzato nell’ambito della collaborazione tra la Soprintendenza Archeologica di Pompei (ora Parco Archeologico di Pompei) e l’Istituto Centrale per il Restauro (ora Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro). Dopo un lungo periodo di chiusura ed un primo collaudo strutturale, nel 2016 l’atrio della casa è stato riaperto alla pubblica fruizione per poi essere richiuso per avviare il nuovo cantiere. L’articolato cantiere avviato nel 2020 e appena concluso ha messo a sistema le parti preesistenti con opere di nuova progettazione per il completamento delle coperture della casa, rendendola interamente coperta, con l’impiego di tecniche e materiali moderni che si pongono in continuità con gli interventi condotti negli ultimi anni. Nel dettaglio, il cantiere di restauro e consolidamento strutturale si è occupato: della sostituzione della copertura esistente nel peristilio in calcestruzzo armato, ormai completamente compromessa, con una nuova copertura a falde inclinate in legno lamellare e manto di tegole, secondo tecniche costruttive consolidate per il rifacimento filologico delle coperture antiche; della realizzazione di nuove coperture piane in carpenteria metallica e sistemi innovativi di alleggerimento dei carichi e di impermeabilizzazione a protezione del quartiere servile e del gineceo, con manto esterno in finitura color rame; del restauro di tutti gli apparati decorativi parietali e pavimentali ivi compresi gli arredi originali del giardino. La straordinaria ricchezza degli apparati decorativi e del ricco corredo di arredi del giardino infatti ha imposto un accurato intervento di conservazione, attraverso opere di pulitura, stuccatura e integrazione, atti al recupero della leggibilità di ogni più piccolo dettaglio, nonché delle originarie cromie degli stessi apparati. Il programma di intervento si è articolato in una serie di fasi, sulla base di corrette metodologie di restauro, selezionando di volta in volta tecniche e materiali calati nelle singole problematiche. Sicuramente una delle fasi più complesse è stata quella della pulitura dagli strati di cera applicati durante i restauri precedenti per rinvigorire la lucentezza dei colori. Nella redazione del progetto di illuminazione, si è fatto ricorso a sorgenti LED (Light Emitting Diode o diodi a emissione di luce) di nuova concezione che consentono di generare una emissione di luce con uno spettro molto simile a quello del sole: una luce pulita, naturale, priva delle componenti di radiazione infrarossa e ultravioletta e, soprattutto, senza la presenza del picco di emissione nella regione spettrale del blu (400 nanometri circa, che rappresenta la componente spettrale della luce visibile dotata di un’elevata energia, e quindi di una elevata capacità di deterioramento nei confronti dei materiali irradiati per lungo tempo, o con elevata intensità, da tale componente cromatica). I corpi illuminanti a LED utilizzati sono caratterizzati da un altissimo grado di trasparenza delle lenti e da un’elettronica di qualità studiata ad hoc in maniera tale che, oltre a consentire un risparmio notevole di energia, si garantisce un eccellente risultato nel comfort visivo e nella fruizione dei dettagli e delle cromie, evitando, nello stesso tempo, il degrado e il danneggiamento delle opere e degli affreschi, dovute al fenomeno definito blue hazard (pericolo del blu) in sede UE. Al fine di assicurare agli affreschi presenti il naturale ciclo luminoso giorno/notte a cui erano esposti originariamente, sono stati previsti degli opportuni cicli di illuminamento che seguono le aperture al pubblico della domus, garantendo l’assenza di luce della notte e, quindi, l’assenza di esposizione alla radiazione luminosa delle straordinarie opere in essa presenti. Al fine di garantire la piena autonomia energetica, facendo ricorso ad energie rinnovabili e senza assorbire energia dalla rete elettrica esterna, è stato previsto l’utilizzo di opportune tegole fotovoltaiche di ridotto peso. Infatti, sia i coppi che gli embrici sono prodotti con una miscela di materiali plastici composti, contenenti al loro interno i moduli fotovoltaici, non visibili dall’esterno. Grazie alle sorgenti LED sarà implementato anche il Li-Fi (Light-Fidelity), che rappresenta un moderno ed innovativo sistema di comunicazione in grado di trasmettere dati ed informazioni senza necessità di cavi di qualunque tipo (modalità wireless) attraverso la modulazione della luce. La stessa tecnologia Li-Fi sarà utilizzata per la trasmissione dei dati provenienti dai sistemi per la safety & security come la video sorveglianza e il controllo accessi. LA CASA. Il Priapo del vestibolo. Accanto allo stipite destro della porta, verso l’atrio, è rappresentata una figura di Priapo che, con il suo membro gigantesco, doveva indicare la prosperità e la ricchezza degli abitanti della casa. La figura è raffigurata mentre pesa il suo membro su un piatto da bilancia; a fare da contrappeso, sull’altro piatto, è una borsa piena di soldi. La stanza degli Amorini. Il più noto complesso pittorico della casa si trova nell’oecus (salone) che si apre sul portico settentrionale del peristilio. Nella zona superiore delle pareti, riccamente decorate, poeti sono circondati da Muse, Menadi e Satiri musicanti; nella zona mediana candelabri e tripodi in oro scandiscono pannelli decorati con coppie di figure in volo. Sullo zoccolo sono raffigurate sacerdotesse, Amazzoni, menadi e satiri al di sopra dei quali si aprono quadretti con scene di sacrificio a Diana e psychai che raccolgono fiori. Ma le scene più peculiari, che danno il nome alla sala, sono quelle del fregio dipinto al di sopra dello zoccolo. Una lunga teoria di Amorini intenti alle più diverse attività e mestieri: fiorai e venditori di corone, fabbricanti e commercianti di profumi, orefici e cesellatori, fulloni, panettieri e vendemmiatori, dove quest’ultimi fanno da preludio al trionfo di Dioniso. Il clima è giocoso e spesso gli Amorini sono rappresentati in divertenti competizioni. Il gineceo. Fu chiamato così da Amedeo Maiuri, poiché la sua posizione appartata rimandava al gineceo delle case di età greca, ovvero agli appartamenti femminili. Si tratta di un piccolo quartiere costituito da due stanze finemente decorate, che si affacciano su un giardino porticato e dotato di vasca. In particolare, nel triclinio è rappresentata la scena in cui Auge, sacerdotessa di Atena, intenta a lavare il sacro peplo della dea, viene sorpresa e sedotta da Eracle ebbro. Da questa unione nascerà Telefo. La sala di Issione. La cd. sala di Issione si apre sul giardino e fa da pendant alla sala di Penteo. Si tratta di un triclinio che, come l’oecus di Penteo, è ideato come una pinacoteca. Sul fondo, è rappresentato il re Issione di fronte ad Era seduta in trono, che guarda la scena indicatale da Iside: Efesto è impegnato ad attivare la ruota a cui, per mano di Ermes e volere di Zeus, sarà legato Issione mediante dei serpenti. Il re tessalo, colpevole di avere tentato di oltraggiare Era, fu condannato a girare in eterno nella volta celeste. A fare da contrappeso al tragico destino di Issione, sulla parete destra è la rappresentazione dell’episodio a lieto fine di Dioniso che svela Arianna addormentata, mentre Teseo fugge con la sua nave. Sulla parete sinistra, invece, è raffigurato Dedalo che presenta a Pasifae, moglie di Minosse, re di Creta, la vacca di legno che diventerà l’alcova dove la regina concepirà il Minotauro. La sala di Penteo. L’ oecus in IV stile è decorato da grandi quadri in cui dominano tre scene principali: sulla parete destra il supplizio di Dirce da parte di Zeto e Anfione, figli di Giove e Antiope; sulla sinistra Ercole bambino che strozza i serpenti inviategli da Giunone. Sul pannello di fondo, Penteo, re di Tebe, è dilaniato dalle menadi, per aver offeso Dioniso. Alle sue spalle una menade gli infligge il colpo finale, scagliandogli sulla testa una grossa pietra. Il Peristilio. Il peristilio a diciotto colonne circondava il giardino arricchito da sculture adibite a fontane, che ricreavano un suggestivo sistema giochi d’acqua. I soggetti raffigurati rimandano a Dioniso e al suo seguito: satiri, puttini e bambini allusivi alla forza propiziatrice della Natura, secondo modelli iconografici di tradizione ellenistica. Lungo il portico e tra le colonne s’incontrano Dioniso, un Satiro con otre, due puttini in bronzo che sorreggono anatre, due eroti con le mani legate, un bambino seduto a terra con coniglio, un Satiro con anfora. Infine, una figura di Pan e una di Priapo che, caduti in disuso perché danneggiati, furono stipati nella cucina. Essi dovevano trovarsi lungo il portico orientale. A completare il ricco giardino, erano mense, tavolini, vasche in marmo a cui si aggiungono due pilastrini con doppie erme: su di uno Dioniso e Arianna, sull’altro un Sileno e una menade. Al fine di preservare tutte le sculture rinvenute, sono state effettuate delle copie, oggi collocate lungo i lati del portico. Il quartiere servile e il larario dipinto. Nel quartiere servile è presente su una delle pareti un larario con dipinti i Lari, numi protettori della casa. La Stanza Erotica. Adiacente all’ambiente del larario, vi è una stanza con quadretti erotici. Si è ipotizzato che l’ambiente servisse per la prostituzione, ipotesi che sembra trovare riscontro nel rinvenimento, sulla parete sinistra del vestibolo, di un’iscrizione in cui una donna di nome Eutychis, “greca e di belle maniere”, veniva offerta per due assi (Eutychis Graeca a(ssibus) II moribus bellis). Una testimonianza che Pompei offre, oltre alla bellezza dell’arte e dell’architettura antica, di uno straordinario spaccato della società antica con le sue stratificazioni e costumi.

 

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PARCO DI ERCOLANO

Il Parco Archeologico di Ercolano accoglie i propri visitatori durante le festività natalizie in un’atmosfera suggestiva e affascinante tra le strade dell’antica città che raccontano una quotidianità brulicante e cosmopolita, nelle abitazioni un tempo piene di vita, locali commerciali, luoghi di diletto, di affari e officine di produzione. L’offerta natalizia del Parco per questo Natale si arricchisce della speciale opportunità di visitare la Mostra Materia. Il legno che non bruciò a Ercolano inaugurata nel mese di dicembre e aperta al pubblico presso la Reggia di Portici. L’augurio di sereno Natale e buon anno nuovo dal Direttore del Parco Francesco Siranoauguro anche a nome di tutto il team del Parco un anno pieno di gioia e di curiosità con la nostra comunità, invitando a visitare oltre che il sito archeologico anche la Mostra “Materia”nella splendida Reggia di Portici, in un viaggio immersivo nelle mille trame degli straordinari ed unici oggetti e mobili di legno dell’antica Ercolano”. Prosegue così l’impegno del Parco Archeologico di Ercolano nel rafforzare la rete che l’antico sito sta supportando attraverso un costante confronto partecipato orientato allo sviluppo per l’intero territorio.

 

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IL GESÙ DEI PESCATORI

Solo in Versilia nasce il Gesù dei pescatori in una rete di una bilancia. Come le cose più belle, l’amore e la vita al suo primo respiro, al pari di Afrodite nasce dalla spuma del mare un Gesù dei pescatori e della Gente di mare. avvolto soltanto in uno spezzone di rete Gesù ha portato la sua luce da sotto il mare, luogo primordiale della vita, sul Pontile di Tonfano (Marina di Pietrasanta), direttamente tra le mani di un pescatore e subito tutti si sono presi cura della nuova vita: l’allevatrice l’ha coperto con un panno bianco, il comandante della Capitaneria di Porto, con le sue mani, lo ha protetto ed il parroco ha benedetto il suo arrivo. Perché come tutte le genti di mare, dove il mare diviene un ponte e non un ostacolo, le mani si aprono ed accolgono i frutti che il mare dona loro. Il Natale è il momento dei bambini ed è il momento dei grandi di pensare all’amore per loro. Il Natale è anche il momento di svegliarsi e di spostare lo sguardo dal passato. Perché è in avanti che bisogna pensare. Il mondo è cambiato di nuovo ed è cambiato veramente tanto. C’è troppo odio, troppo egoismo, tanta guerra e povertà. È ora di pensare a come cambiare gli insegnamenti che diamo ai bambini. È ora di cambiare come trattiamo tutti coloro che non hanno più molto da vivere. È ora di dare spazio alle persone affinché la comunità cresca con mente sana in corpo sano. La luce divina che arriva dal mare è solo il primo passo, quello che ti fa spostare da dove sei. Poi, dove ti portano i tuoi piedi lo fa il tuo cuore. È anche per questo che il gruppo GoVersilia con il patrocinio del Comune di Pietrasanta, la collaborazione della Parrocchia e della Corale di Sant’Antonio, il Club degli Amici del Pontile, il Nimbus Surfing Club, la C.P. Viareggio e molte altre realtà locali, organizza per la vigilia di Natale presso il Pontile del Tonfano “Il Gesù dei Pescatori e della Gente di mare”. Un progetto che riesce a riunire realtà locali diverse tra loro. Inoltre, la domenica antecedente al Natale ha avuto luogo nei locali del Club Nautico Versilia, una cena per la presentazione dell’evento della Natività al Pontile di Tonfano, in cui è stata donata al Gruppo un’opera che GoVersilia intende trasformare in beneficenza da destinarsi al Meyer di Firenze, uno dei migliori ospedali per bambini al mondo. Si tratta di un’opera raffigurante una barca realizzata dai ragazzi della scuola di Seravezza e Viareggio, proprio per rappresentare quella gente di mare che contraddistingue le origini versiliesi e la sua accoglienza. Nella serata, il tenore Omar Bresciani, ha intrattenuto i presenti ricordandoci i sacrifici delle madri versiliesi cantando a tema ed invitando tutti il giorno 24 sul pontile del Tonfano dove canterà un’Ave Maria. "Ritrovare le nostre radici semplicemente condividendole con gli altri è il primo passo. Eravamo e siamo Gente di mare, gente con le braccia aperte ed il sorriso negli occhi. Ecco perché, la Natività di Cristo, è giusto che prenda posto davanti agli occhi della statua di Sant’Antonio di fianco al pontile, e soprattutto, che lo faccia passando per una rete da pesca. Il nostro intento è quello di ricordare i mestieri che hanno costituito e continuano a costituire le radici del nostro territorio affinché non si dimentichi ciò che i nostri avi ci hanno insegnato. Forse, è anche perché, a Natale, il ricordo dei nostri nonni riaffiora in noi con più forza. O forse, è solo un modo per ringraziarli della loro tenacia che ci hanno trasmesso. Quello che siamo oggi lo dobbiamo in gran parte a loro" spiega Katia Corfini di GoVersilia. Un ringraziamento sentito a tutti i collaboratori e special modo all’Assessore delle tradizioni popolari Andrea Cosci e al Consigliere Giacomo Vannucci del Comune di Pietrasanta, sempre presenti quando si tratta di assistere il cittadino in queste iniziative che riescono ad unire la comunità intera. GoVersilia insieme agli Amici del Club del Pontile, Il Nimbus Surfing Club, la gente di mare ed i parrocchiani vi aspetta al tramonto sul Pontile del Tonfano il 24 Dicembre 2022. Perché è con l’oscurità che si apprezza la luce tra le ombre. Programma indicativo, suscettibile a variazioni in funzione delle condizioni meteo: Ore 15:00 Ultimo saluto di Babbo Natale ai più piccoli prima di ripartire per il Nord. Ore 15:30 Gli antichi mestieri della gente di mare che ha fondato la comunità costiera versiliese saranno visibili sul pontile del Tonfano grazie ad alcuni membri della comunità. Ore 16:30 Arrivo dei partecipanti, dei parrocchiani e del coro mentre sommozzatori e surfisti si preparano ad entrare in acqua. Ore 16:45 Dopo il tramonto sommozzatori e surfisti prendono il largo mentre la motovedetta della Capitaneria di Porto saluta dal mare. Ore 17:15 Arrivo luce dal mare e nascita nella rete del Gesù dei pescatori. Ore 17:30 Benedizione di Gesù con la partecipazione delle autorità locali e della Capitaneria di Porto e canti di accompagnamento dei partecipanti e del Coro della Parrocchia di Sant’Antonio. Il cantante pop-lirico Omar Bresciani dedicherà un’Ave Maria ricordando i sacrifici delle madri versiliesi. I canti riprenderanno in processione fino alla chiesa di Sant’Antonio del Tonfano. Ore 18:00 Deposizione nella culla in chiesa del Gesù dei pescatori e canto conclusivo di Omar Bresciani accompagnato da Giovanni Giannini a seguire canti natalizi della Corale della Parrocchia di Sant’Antonio diretta da Stefania Goti e accompagnata dall’organista Paolo Magri.

 

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VILLE VESUVIANE

Le ville dell’area vesuviana di Torre Annunziata, Boscoreale e Stabiae, tesori archeologici che completano la conoscenza del territorio oltre Pompei, sono oggi interamente accessibili a persone con disabilità uditiva. Grazie al progetto “Enjoy LIS Art - Percorsi multimediali inclusivi sul patrimonio artistico e culturale della Campania accessibili per le persone sorde” promosso dalla Regione Campania Assessorato alla Scuola, alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili in collaborazione con ENS - Ente Nazionale per la protezione e assistenza dei sordi - in questi siti sono oggi a disposizione itinerari multimediali accessibili e universali per la rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione, che consentono una visita multisensoriale delle ville del suburbio pompeiano, dalle lussuose dimore di otium di Oplontis a Torre Annunziata (Villa di Poppea) e Stabiae (Villa Arianna e Villa San Marco) alla fattoria rustica di Boscoreale (Villa Regina). Il visitatore sarà accompagnato passo dopo passo alla scoperta della storia di ciascuna villa e dei dettagli architettonici e decorativi dei vari ambienti attraverso video racconti in Lingua dei segni, presenti nella sezione E.LIS.A dell’App MyPompeii del Parco archeologico, scaricabile gratuitamente o attraverso i monitor presenti nei principali ambienti delle Ville. Il 1 dicembre un gruppo di visitatori sordi effettueranno la prima visita in LIS alla Villa di Poppea, grande villa residenziale risalente alla metà del I secolo a.c., probabilmente appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone. Per l’occasione saranno presenti ad accogliere tutti i visitatori il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il Presidente dell’ENS Consiglio regionale Campania, Gioacchino Lepore e l’Assessore regionale alla Scuola, alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili, Lucia Fortini. Questo progetto si aggiunge alle molteplici azioni che il Parco Archeologico di Pompei ha messo in campo negli ultimi anni per assicurare le migliori condizioni di fruizione dei siti archeologici, al fine di promuovere uno sviluppo inclusivo della cultura. Tra questi l’itinerario “Pompei per tutti”, inaugurato nel 2016, che prevede un percorso agevolato con abbattimento delle barriere architettoniche, è stato il primo intervento all’interno del sito di Pompei finalizzato a migliorare i livelli di fruizione della città antica nella sua interezza e complessità. Anche negli altri siti del territorio vesuviano gestiti dal Parco archeologico di Pompei sono in corso interventi volti a migliorare l’accessibilità fisica a tali luoghi. Il progetto E.LIS.A. è stato realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio per le Politiche in favore delle persone con disabilità. L’ENS – ENTE NAZIONALE SORDI ha fortemente voluto l’implementazione del progetto E.LIS.A. per la valorizzazione delle risorse culturali disponibili per fruizione universale, anche da parte delle persone affette da sordità o ipoacusia. La collaborazione con gli Ambiti Territoriali della Campania ha reso più efficace e produttivo l’intervento rivolto alle comunità locali più fragili. L’IFEL Campania si è occupata del project management e del supporto tecnico e amministrativo dell’iniziativa. Il partenariato vede coinvolti oltre al Parco Archeologico di Pompei, anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museo e Real Bosco di Capodimonte, con l’obiettivo di mettere in rete politiche comuni di itinerari culturali inclusivi.